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08/10/2019, 16:37



LEGGE-104-E-PERSONALE-MILITARE-.-BREVI-CENNI


 



 La legge 104/92,ha la chiara finalità di garantire il "pieno rispetto della dignita’umana e i diritti di liberta’ e di autonomia" e di promuovere "lapiena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nellasocietà" (art. 1) della persona che "presenta una minorazione fisica,psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che e’ causa di difficolta’di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale dadeterminare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione" (v. art.3 comma 1), dettando i principi dell’ordinamento in materia di diritti,integrazione sociale e assistenza". L’art. 33 comma 5 legge n. 104/92 prevede cheil lavoratore dipendente che assiste un familiare con handicap grave ha dirittoa scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio dellapersona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso in altrasede.Al comma 3 delmedesimo articolo si riconosce, invece, il diritto del lavoratore che assisteun familiare in situazione di gravità (cfr. art. 3 comma 3) ad usufruire dipermessi retribuiti per un periodo pari a tre giorni mensili, a condizione cheil disabile sia un parente, coniuge od affine non oltre il terzo grado.È necessario chela persona disabile non sia ricoverata "a tempo pieno". Tale circostanza non siconsidera sussistente se si avrà un ricovero interrotto per recarsi fuori dallastruttura per visite o terapie, oppure si tratti di un disabile in coma vigilee/o in situazione terminale od ancora, sia un minore disabile per il quale siadocumentata la necessità di assistenza di un genitore o un familiare.Per ognifamiliare assistito si ha diritto a 3 giorni al mese e 18 ore mensilifrazionabili per un tempo pari o superiore ad un’ora.Inoltre, nelcaso di genitori che assistono figli con disabilità grave di età inferiore aitre anni oppure di età tra i tre e gli otto anni, potranno usufruire,alternativamente, degli altri benefici dell’art. 33 e dell’art. 42 D.Lgs.151/2001.Tale norma èapplicabile anche al personale militare.Tuttavia, se ilrichiedente è un militare sussistono dei limiti  previsti all’art. 981 comma 1 lettera b) deldecreto legislativo n. 66/2010 (Codice dell’Ordinamento Militare), così comemodificato dall’articolo 6 comma 1 lettera e) del d.l. 8/2014,  il quale, attraverso una norma speciale,dispone che per il personale dell’ Esercito italiano, della Marina militare,dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei Carabinieri "si applical’art. 33, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successivemodificazioni" ma "nel limite delle posizioni organiche,previste per il ruolo e il grado, vacanti nella sede di richiesta destinazione.In costanza di riconoscimento del diritto previsto da tale norma, il personaledell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare edell’Arma dei carabinieri interessato non è impiegabile in operazioni in ambitointernazionale o in attività addestrative propedeutiche alle stesse". Pertanto,da una lettura congiunta  dell’art. 33comma 5 della legge 104/92 e dell’articolo 981 comma 1 lettera b) del decretolegislativo n. 66/2010 ne consegue che  l’esigenza di tutela del disabile sarà "soggetta" al generale principio di bilanciamento degli interessi, "speciequando il trasferimento del dipendente si porrebbe in contrasto con le esigenzeorganizzative dell’amministrazione" [1]e leistanze saranno soddisfatte solo ove vi fossero delle posizioni organichepreviste per il ruolo ed il grado, vacanti nella sede di destinazionerichiesta.Inoltre, se il militarerichiedente vanta una formazione specialistica tale da svolgere un determinatoincarico, la domanda potrà essere rigettata qualora nella sede richiesta non visia la possibilità di impiegarlo in ruoli od incarichi consoni alla propria specializzazione.[2]. Occorre comunqueconsiderare che, anche nella ipotesi di rigetto giustificato da esigenzeoggettive, tale decisione dovrà essere sufficientemente motivata, tale dadimostrare adeguata giustificazione alla soccombenza del diritto del disabile aricevere adeguata assistenza, rispetto alle esigenze della Pubblica Amministrazione,descrivendo anche la dotazione organica delle sedi di appartenenza edestinazione,  tale da potersi effettuareuna valida comparazione.[3].È utileevidenziare che non sono più richiesti i requisiti della continuità edell’assistenza.Ovviamente,l’assenza dal servizio conseguenziale alla utilizzazione dei permessiretribuiti non sortirà alcun effetto sulla tredicesima, sul computo del periodoper maturare la licenza ordinari, sul trattamento di fine servizio e sull’anzianitàné sul conseguimento dei periodi necessari per l’avanzamento. Diversamente nelcaso di congedo straordinario retribuito ex art. 42, commi 5 e ss. D.lgs151/2001.Tuttavia, chi godedi tali benefici non è escluso dalla normale pianificazione, ben potendo,quindi, essere trasferito presso altri comandi, esclusi quelli incompatibili(attività internazionali o attività di addestramento propedeutiche alle stesse)ex art. 1506, comma 1, lett. h bis c.o.m..Ciò non avvienenel caso di benefici ex art. 33 comma 5 l. 104/1992.Con specificoriferimento a quest’ultima norma (agevolazioni relative alla sede di servizio),la domanda va presentata al Comandante di Corpo con allegata la certificazionemedica che attesta la situazione di handicap grave.Ricevuta l’istanza,il comandante suddetto, dopo aver effettuato tutti i necessari controlli sullaregolarità formale di istanza e documenti, la inoltrerà all’Ente competente conun proprio parere anche in merito all’impatto organizzativo che il trasferimentopotrebbe determinare.L’ente, entro 90giorni, comunica all’istante l’inizio del procedimento indicando anche iltermine conclusivo, notificando, eventualmente un preavviso di rigetto ex art.10 bis L. 241/1990 per permettere all’interessato di presentare controdeduzionia sostegno della propria istanza. Successivamente,potrà concedere il beneficio richiesto, oppure rigettare la domanda.Volendoesaminare la Legge più da vicino, occorre dire che per godere dei benefici daessa previsti occorre che il familiare da assistere abbia un handicap graveconsistente in menomazioni fisiche o psichiche o sensoriali.Necessitaprecisare che il termine handicap indica un concetto diverso da quellod’invalidità, in quanto per determinare la percentuale di quest’ultima siprende in considerazione la riduzione della capacità lavorativa, mentre per ilriconoscimento dello stato di handicap si considera la situazione di svantaggiosociale o di emarginazione del soggetto richiedente.Preliminarmente,quindi, occorrerà richiedere all’Ente preposto (INPS), attraverso un’appositaistanza documentata con certificazione medica comprovante natura e grado delladisabilità sofferta che poi verrà accertata da una Commissione MedicaEsaminatrice dell’ASL.A tal fine, ondeindividuare quali patologie possono far ottenere i vari benefici (handicap ohandicap grave), sono state predisposte delle tabelle ministeriali cherapportano l’incidenza della patologia sofferta sulla capacità lavorativa,andandosi ad individuare tabellarmente una percentuale di invalidità sulla basedella gravità della patologia.Qualora, nelcaso specifico, la patologia non fosse ricompresa nelle tabelle, i sanitariinteressati dovranno descrivere le patologie in modo da poterle raffrontare conquelle previste tabellarmente e di pari gravità.Il verbale dellacommissione potrà indicare tali conclusioni: Persona non handicappata; Persona con handicap ex art. 3 co. 1 L. 104/1992 (handicap non grave); Persona con handicap con connotazione di gravità ex art. 3 co. 3 L. 104/1992; Persona con handicap superiore ai 2/3 ex art. 21, L. 104/1992.La commissionepotrà, inoltre, decidere e verbalizzare se si tratta di un handicap dasottoporre a revisione ad una precisa scadenza temporale che indicherà ovvero (soggettoa revisione) non soggetto a revisione.Potrà essereindicato anche che si tratti di un handicap soggetto ad aggravamento, dachiedersi con una istanza analoga a quella volta ad ottenere il riconoscimento.Contro ilgiudizio della commissione medica è possibile promuovere un ricorsogiurisdizionale entro sei mesi dalla notifica del verbale sanitario, termine perentorio,il cui superamento comporta la decadenza dal diritto ad impugnare, dovendosi,in tal caso, riformulare una nuova istanza.Prima dipromuovere il ricorso, occorre precisare, dovrà chiedersi al giudice unaccertamento tecnico preventivo attraverso la nomina di un CTU che verràassistito nelle operazioni peritali da un medico dell’INPS.Depositata taleconsulenza, le parti hanno trenta giorni per, eventualmente, impugnare leconclusioni del CTU, aprendosi, in tal caso un giudizio, attraverso il depositodel ricorso introduttivo motivato.In casocontrario, il giudice formalizza il decreto di omologazione dell’accertamentoche non sarà più revocabile o modificabile.

[1] T.A.R. Lazio, Roma, sez. I, 7 giugno 2007, n. 5257;
[2] Consiglio di Stato, Sez. IV, 31 marzo 2015, n.1678;
[3] Tar Puglia - sede di Bari - sent. 306 del 09.03.2016
25/09/2019, 01:27



PROCEDURE-DISCIPLINARI-NOZIONI-GENERALI


 



L’art. 1353 c.o.m. (D.lvo 15 marzo2010, n.66), sancisce il principio di tassatività delle sanzioni disciplinari,poi contemplate negli articoli 1357 e 1358 per, rispettivamente, quelle diStato e di corpo.
 Le sanzioni di Statosono: 1) sospensione disciplinare dall’impiego da uno a dodici mesi; 2)sospensione disciplinare dalle funzioni del grado da uno a dodici mesi; 3)cessazione della ferma o della rafferma per grave mancanza disciplinare o graveinadempienza ai doveri del militare; 4) perdita del grado per rimozione.Le sanzionidi corpo sono: 1. Il richiamo; 2. Il rimprovero; 3. La consegna; 4. Laconsegna di rigore.Il richiamo verrà applicato nelcaso di mancanza lieve od omissione causata da negligenza, il rimproveroin caso di lievi trasgressioni alle norme della disciplina e del servizio,oppure in caso di recidiva nelle mancanze sanzionabili col richiamo, la consegna,consistente nella privazione della libera uscita fino ad un massimo di settegiorni consecutivi, in caso di violazione dei doveri diversi da quelli previsti[1] perla consegna di rigore e per le più gravi trasgressioni alle norme delladisciplina e del servizio.La differenza tra queste due categorie( di stato e di corpo) sta nel fatto che le prime incidono sul rapporto diimpiego o di servizio e sullo status di militare.Come nelle altre branche della P.A., talesistema sanzionatorio si rifà al principio di gradualità per cui esse siaggravano progressivamente in base ai comportamenti tenuti ed alla lorofrequenza e/o ripetitività. 
Vi sono alcuni principi di cui devetenersi conto:-  le sanzioni di stato si applicanoquando la condotta incriminata abbia un rilievo all’esterno dell’amministrazionemilitare, talmente forte da lederne il prestigio, l’immagine, ovvero da minarequel necessario rapporto intuitu personaetra il militare e l’amministrazione stessa.-  Anche nel caso in cui la stessacondotta potrebbe avere più risvolti disciplinari, essa potrà essere sanzionatao con sanzione di corpo o di stato, non essendo ammesso il cumulo.Principiocardine è quello previsto dall’art. 1370, comma 1 c.o.m. sancisce che "nessuna sanzione disciplinare può essereinflitta senza contestazione degli addebiti e senza aver acquisito e vagliatole giustificazioni proposte dal militare interessato".Tale regolaè finalizzata, in primo luogo a cristallizzare con precisione l’esatto oggettodel giudizio ed, in secondo luogo, a rendere edotto il militare delle accusemossegli, onde permettergli una compiuta difesa mediante propri atti difensivi,dei quali parleremo nel dettaglio più avanti. Infatti,vige il principio della corrispondenza tra oggetto della contestazione e fattioggetto di sanzione, per cui non può essere punito nessuno per circostanze, difatto, non comprese nelle formali contestazioni. Quindi, nelcaso in cui l’amministrazione venga a conoscenza di nuovi fatti,disciplinarmente rilevanti, dovrà procedersi ad una nuova contestazione diaddebiti.Occorretenere in considerazione i termini previsti dagli artt. 1392 c.o.m., per quellidi Stato, entro i quali deve instaurarsi il procedimento disciplinare.Ilprocedimento di Stato, instaurato a seguito di giudizio penale, deveconcludersi entro 270 gg dalla data in cui l’amministrazione ha avutoconoscenza del provvedimento penale conclusivo e definitivo.In ogni casoil procedimento disciplinare si estingue se sono decorsi novanta giornidall’ultimo atto di procedura senza che nessuna ulteriore attività è statacompiuta.Quellodisciplinare di corpo, da instaurarsi senza ritardo[2], deve concludersi entro 90 gg dalla contestazione degli addebiti ex art. 1046,comma 1 lett. h) n.6 t.u.o.m..Tali terminisono perentori, la cui scadenza comporta, di conseguenza, la decadenza dall’eserciziodell’azione disciplinare.Avendo la contestazionenatura recettizia, produrrà i suoi effetti solo dal momento in cui vienenotificata all’interessato, adempimento che potrà avvenire o tramite ilComandante o altro Ufficiale inquirente, a mezzo PEC o con raccomandata A/Ralla residenza o eventuale domicilio eletto dal militare. Vige poi,richiamando il principio di cui all’art. 1335 c.c., il criterio per cui lacontestazione si presume conosciuta una volta giunta all’indirizzo suddetto;sarà onere di quest’ultimo dimostrare che per una causa a lui non addebitabilenon ne abbia avuto contezza.Nel caso incui il militare inquisito abbia un impedimento, potrà chiedere, ai sensi dell’art.1370 comma 5 c.o.m., limitatamente ai procedimenti di stato e a quello cheprevede la sanzione della consegna di rigore, il differimento del procedimentomedesimo ad altra data, ma solo se l’impedimento sia effettivo e legittimo.In tal caso,se l’amministrazione non riuscisse a completare l’iter procedimentale neitermini, l’inquisito non potrà richiedere l’annullamento della eventualesanzione subita per decorrenza dei termini di legge.Se talecausa è legata a motivi di salute, occorre, ovviamente, allegare appositacertificazione sanitaria e, se non è escluso dalla commissione medicaospedaliera incaricata dell’accertamento, l’autorità disciplinare ben potràrecarsi presso l’inquisito onde dare corso al procedimento disciplinare.Tale dirittoal rinvio è escluso nel caso di procedimenti disciplinari di corpo che sonofinalizzati all’applicazione di una sanzione diversa dalla consegna di rigore.[3] Quindi,anche per il procedimento di statovi sono termini da rispettare.È, infatti,previsto che nel caso in cui questo sia promosso a seguito di procedimentopenale, salvo il caso in cui si sia già proceduto disciplinarmente ex art. 1393 c.o.m., deve iniziarsientro 90 giorni dalla conoscenza da parte dell’amministrazione della sentenza odecreto penale di condanna ovvero del provvedimento di archiviazione o,comunque, conclusivo del procedimento.Quando,invece, deve promuoversi a seguito di infrazione disciplinare il termine è di60 gg dalla conclusione degli accertamenti preliminari, da effettuarsi neitermini sanciti dagli artt. 1040 comma 1, lettera d) numero 19 previsto perl’Arma dei carabinieri( 180 gg dalla conoscenza del fatto da partedell’Autorità competente) e 1041 comma 1 lettera s), numero 6 del regolamentoche prevede il medesimo termine per i procedimenti di competenza dellaDirezione generale per il personale militare. Ricordiamoche il procedimento di Stato deve concludersi entro 270 giorni dalla conoscenzaintegrale da parte dell’amministrazione del provvedimento conclusivo delprocedimento penale e si estingue comunque se trascorrono novanta giorni dall’ultimoatto di procedura senza ulteriore compimento di attività.Importante,quindi, verificare il rispetto di questi termini che sono previsti a pena didecadenza, per cui il mancato rispetto determinerà l’impossibilità per l’amministrazionedi procedere disciplinarmente o, se già iniziato, si avrà l’estinzione delprocedimento che inizia con l’inchiesta formale che comporta la contestazionedegli addebiti[4].L’inchiestaviene affidata ad un ufficiale inquirente che per i graduati ed i militari ditruppa è un ufficiale in servizio permanente, avente grado di capitano ocorrispondente, per gli ufficiali e sottufficiali è un ufficiale di grado paria maggiore corrispondente e, in ogni caso, superiore a quello del soggetto sottoinchiesta, mentre nella ipotesi in cui non vi dovesse essere il graduatonormativamente previsto, potrà nominarsene uno di altra forza armata.Nonè altro che una vera e propria fase istruttoria finalizzata alla raccolta deglielementi indispensabili ad accertare i fatti in contestazione.Fermarestando la possibilità del Ministro o autorità delegata a disporre un’inchiestaformale nei confronti di qualsivoglia militare, l’art. 1378 elenca una serie diautorità militari cui è riservato tale compito. § Ministro della difesa se si tratti di:1) ufficiali generali o colonnelli o gradi corrispondenti; 2) ufficiali osottufficiali assegnati a enti, comandi e reparti di altra Forza armata; militaricorresponsabili appartenenti alla stessa Forza armata, ma dipendenti da autoritàdiverse; 4) militari corresponsabili appartenenti a Forze armate diverse, anchequando ricorre l’ipotesi di connessione tra i fatti a loro ascritti;§ Capo di stato maggiore della difesa,nell’area di competenza, nei confronti del personale militare dipendente; § Segretario generale della difesa, semilitare, nei confronti del personale militare dipendente dell’areatecnico-amministrativa e tecnico-industriale; § Capi di stato maggiore, sul personalemilitare in servizio presso reparti e uffici dei rispettivi stati maggiori eorganismi centrali di Forza armata; § Comandante generale dell’Arma deicarabinieri: 1) per gli ufficiali dell’Arma dei carabinieri; 2) per gli altri militaridell’Arma, se non provvedono le autorità di cui alle lettere h) e i); § I rispettivi comandanti di Forzaarmata, di livello gerarchico pari a generale di corpo d’armata o gradicorrispondenti, per gli ufficiali, i sottufficiali e i volontari in serviziodell’Esercito italiano e dell’Aeronautica militare, nonché agli alti comandantidella Marina militare, per gli ufficiali, i sottufficiali e i volontari inservizio della Marina militare; § I comandanti territoriali di livellogerarchico pari a generale di corpo d’armata e gradi corrispondenti competenti,in ragione del luogo di residenza dell’interessato se in congedo; § Il comandante militare competente aprovvedere per il sottufficiale o per il militare di truppa più elevato ingrado o più anziano, se vi è corresponsabilità tra sottufficiali o i militaridi truppa della stessa Forza armata dipendenti da comandanti militari diversi oresidenti in territori di competenza di diversi comandanti militariterritoriali, tra quelli sopra considerati; § I rispettivi comandanti di vertice, dilivello gerarchico pari a generale di corpo d’armata, per gli ispettori e isovrintendenti dell’Arma dei carabinieri in servizio, o in caso diverso o inmancanza di tale dipendenza, ai comandanti territoriali di livello gerarchicopari a generale di corpo d’armata competenti in ragione del luogo di residenzadell’interessato; § I rispettivi comandanti di corpo pergli appuntati e carabinieri in servizio, o in caso diverso o in mancanza ditale dipendenza, al comandante territoriale di corpo competente in ragione delluogo di residenza dell’interessato. In caso di corresponsabilità tra piùappuntati e carabinieri provvede il comandante di corpo del più elevato ingrado o del più anziano. In caso di corresponsabilità con militari di altreForze armate si provvede ai sensi della lettera g).Visono poi dei soggetti per cui si ritiene opportuno che non siano da nominare aseconda dei casi quali ufficiali inquirente.Nonè espressamente previsto, ma può farsi analogicamente riferimento a quantodisposto dall’art. 1380 c.o.m. comma 3 per le commissioni di disciplina, ondeescludere i seguenti soggetti :a) gli ufficiali che sono Ministri oSottosegretari di Stato in carica; b) il Capo di stato maggiore delladifesa, i Capi e i Sottocapi di stato maggiore dell’Esercito italiano, dellaMarina militare e dell’Aeronautica militare, gli ufficiali generali o ammiragliaddetti allo Stato maggiore della difesa, agli Stati maggiori dell’Esercitoitaliano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare, il Comandantegenerale dell’Arma dei carabinieri; c) gli ufficiali addetti allaPresidenza della Repubblica; d) gli ufficiali che prestano servizioal Ministero della difesa in qualità di Segretario generale, Direttoregenerale, Capo di Gabinetto, e gli ufficiali addetti al Gabinetto del Ministroo alle segreterie del Ministro e dei Sottosegretari di Stato o alle direttedipendenze dei Segretari generali; e) i militari frequentatori dei corsipresso gli istituti militari; f) i parenti e gli affini tra loro sinoal terzo grado incluso; g) l’offeso o il danneggiato e iparenti o affini del giudicando, dell’offeso o danneggiato, sino al quartogrado incluso; h) i superiori gerarchici alle cuidipendenze il militare ha prestato servizio allorché ha commesso i fatti chehanno determinato il procedimento disciplinare, o alle cui dipendenze ilgiudicando si trova alla data di convocazione della commissione di disciplina,se non si tratta di generale di corpo d’armata e gradi corrispondenti; i) l’ufficiale che ha presentatorapporti o eseguito indagini sui fatti che hanno determinato il procedimentodisciplinare o che per ufficio ha dato parere in merito o che per ufficiotratta questioni inerenti allo stato, all’avanzamento e alla disciplina delpersonale; l) gli ufficiali che in qualsiasi modohanno avuto parte in un precedente giudizio penale o commissione di disciplinaper lo stesso fatto ovvero sono stati sentiti come testimoni nella questionedisciplinare di cui trattasi; m) l’ufficiale sottoposto aprocedimento penale o a procedimento disciplinare di stato.

08/05/2019, 10:15



AMMUTINAMENTO-


 



AMMUTINAMENTO  
 Talefigura delittuosa, sussidiaria rispetto alla rivolta, è prevista dall’art. 175 c.p.p. che prevede una pena da sei mesi a treanni per i militari che riuniti in almeno quattro unità rifiutano, omettono oritardano di obbedire a un ordine di un loro superiore o persistono nelpresentare, a voce o per iscritto, una domanda, un esposto o un reclamo.
Perdomanda si intende la richiesta fattaad un superiore, per esposto la rappresentazionedi fatti a terzi a fine conoscitivo e per reclamouna protesta inoltrata gerarchicamente al fine di formalizzare una lamentela. 
Lapena per chi ha promosso, organizzato o diretto l’ammutinamento è dellareclusione militare da uno a cinque anni. 
Ilterzo comma prevede che: Seil fatto ha carattere di particolare gravità per il numero dei colpevoli o peri motivi che lo hanno determinato, ovvero se è commesso in circostanze dipericolo a bordo di una nave o di un aeromobile, le pene suddette sonoaumentate dalla metà a due terzi.
   Lacondanna importa la rimozione. 
Ilcomma 5 prevede una attenuante speciale nel caso in cui il colpevole ceda allaprima intimazione, disponendo l’applicazione della reclusione militare fino asei mesi, tranne che abbia promosso, organizzato o diretto l’ammutinamento, nelqual caso la pena è della reclusione militare fino a un anno.
 Un’altraattenuante è prevista dal 176 c.p.m.p. ed è applicabile anche al reato diingiuria.Infatti,viene sancito che la pena è diminuita da un terzo alla metà se, nel caso diingiuria o ammutinamento, il fatto viene commesso quale conseguenza dello statod’ira determinato dal fatto ingiusto del superiore, consistente in una violenzao altra grave offesa verso l’inferiore. 
Comenella rivolta, si tratta di un reato necessariamente plurisoggettivo, dettoanche a concorso necessario, nel senso che per il configurarsi dellafattispecie questa deve essere commessa da più persone. 
Nonè richiesto un accordo preventivo tra i soggetti, essendo sufficiente anche ilformarsi di esso al momento del compimento dell’atto delittuoso. 
L’art.178 prevede poi il c.d. accordo a fine di commettere rivolta ed ammutinamento,prevedendo una pena diminuita da un terzo alla metà rispetto a quella sancitaper il fatto commesso, per coloro che si accordano, ma solo se il fattodelittuoso non viene posto in essere.
 L’art.181 c.p.m.p. prevede, inoltre, la non punibilità per coloro che recedono dall’accordoprima che sia commesso il reato oggetto del medesimo , e prima dell’arrestoovvero del procedimento, nonché per i soggetti che ne impediscano l’esecuzione.
 Perquanto riguarda, infine, i reati di sedizione, ai quali si applica la medesimacausa di non punibilità prevista dall’art. 181, come nel caso dellacospirazione ex art. 179 c.p.m.p., siricollegano al concetto di attività sediziosa previsto nell’art. 182 c.p.m.p. ecioè quella diretta a suscitare in altri militari il malcontento per laprestazione del servizio alle armi o per l’adempimento di servizi speciali.
 Nonè necessario che si realizzino più atti in tal senso, potendo esseresufficiente anche una sola azione diretta ed idonea al raggiungimento delloscopo.Intal caso la pena prevista è fino a due anni.


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