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08/05/2019, 10:15



AMMUTINAMENTO-


 



AMMUTINAMENTO  
 Talefigura delittuosa, sussidiaria rispetto alla rivolta, è prevista dall’art. 175 c.p.p. che prevede una pena da sei mesi a treanni per i militari che riuniti in almeno quattro unità rifiutano, omettono oritardano di obbedire a un ordine di un loro superiore o persistono nelpresentare, a voce o per iscritto, una domanda, un esposto o un reclamo.
Perdomanda si intende la richiesta fattaad un superiore, per esposto la rappresentazionedi fatti a terzi a fine conoscitivo e per reclamouna protesta inoltrata gerarchicamente al fine di formalizzare una lamentela. 
Lapena per chi ha promosso, organizzato o diretto l’ammutinamento è dellareclusione militare da uno a cinque anni. 
Ilterzo comma prevede che: Seil fatto ha carattere di particolare gravità per il numero dei colpevoli o peri motivi che lo hanno determinato, ovvero se è commesso in circostanze dipericolo a bordo di una nave o di un aeromobile, le pene suddette sonoaumentate dalla metà a due terzi.
   Lacondanna importa la rimozione. 
Ilcomma 5 prevede una attenuante speciale nel caso in cui il colpevole ceda allaprima intimazione, disponendo l’applicazione della reclusione militare fino asei mesi, tranne che abbia promosso, organizzato o diretto l’ammutinamento, nelqual caso la pena è della reclusione militare fino a un anno.
 Un’altraattenuante è prevista dal 176 c.p.m.p. ed è applicabile anche al reato diingiuria.Infatti,viene sancito che la pena è diminuita da un terzo alla metà se, nel caso diingiuria o ammutinamento, il fatto viene commesso quale conseguenza dello statod’ira determinato dal fatto ingiusto del superiore, consistente in una violenzao altra grave offesa verso l’inferiore. 
Comenella rivolta, si tratta di un reato necessariamente plurisoggettivo, dettoanche a concorso necessario, nel senso che per il configurarsi dellafattispecie questa deve essere commessa da più persone. 
Nonè richiesto un accordo preventivo tra i soggetti, essendo sufficiente anche ilformarsi di esso al momento del compimento dell’atto delittuoso. 
L’art.178 prevede poi il c.d. accordo a fine di commettere rivolta ed ammutinamento,prevedendo una pena diminuita da un terzo alla metà rispetto a quella sancitaper il fatto commesso, per coloro che si accordano, ma solo se il fattodelittuoso non viene posto in essere.
 L’art.181 c.p.m.p. prevede, inoltre, la non punibilità per coloro che recedono dall’accordoprima che sia commesso il reato oggetto del medesimo , e prima dell’arrestoovvero del procedimento, nonché per i soggetti che ne impediscano l’esecuzione.
 Perquanto riguarda, infine, i reati di sedizione, ai quali si applica la medesimacausa di non punibilità prevista dall’art. 181, come nel caso dellacospirazione ex art. 179 c.p.m.p., siricollegano al concetto di attività sediziosa previsto nell’art. 182 c.p.m.p. ecioè quella diretta a suscitare in altri militari il malcontento per laprestazione del servizio alle armi o per l’adempimento di servizi speciali.
 Nonè necessario che si realizzino più atti in tal senso, potendo esseresufficiente anche una sola azione diretta ed idonea al raggiungimento delloscopo.Intal caso la pena prevista è fino a due anni.
18/03/2019, 10:39



REATO-DI-DIFFAMAZIONE
REATO-DI-DIFFAMAZIONE


 



DIFFAMAZIONE
   L’art.227 c.p.m.p. prevede, al primo comma, la pena della reclusione militare fino asei mesi per il militare che, fuori dei casi di ingiuria, offenda lareputazione di un altro militare. 
Alsecondo comma prevede la pena della reclusione militare da sei mesi a tre anninella ipotesi in cui l’offesa consiste nell’offesa di un fatto determinato, orecata col mezzo della stampa o qualsiasi altro mezzo di pubblicità o con attopubblico. 
Laratio dell’aggravamento sanzionatorio è da individuare, ancora una volta, nellamaggiore offesa arrecata alla reputazione altrui, a causa della particolarediffusività dello strumento utilizzato per ledere il bene giuridico tutelato.
 Perquanto riguarda l’atto pubblico, occorre precisare che tale non è solo quelloche sia pubblico in senso formale, ma anche quello che sia destinato allapubblicità, in guisa che chiunque ne abbia interesse possa prendernecognizione.Sitratta di fattispecie analoghe a quelle previste dall’art. 595 c.p.
 Infinesancisce che le pene sono aumentate se l’offesa è recata ad un corpo militare oad un ente amministrativo o giudiziario militare.
 Ladifferenza con il reato di cui all’art. 226 c.p.m.p. sta nel fatto che nellaingiuria, la persona offesa è presente, mentre nella diffamazione occorre l’assenzadi questa e che l’espressione lesiva sia comunicata ad almeno due persone chenon siano, ovviamente, l’offeso.
 Adifferenza dell’ingiuria, qui vi sono casi in cui può procedersi d’ufficio serientranti nella fattispecie aggravata.
 Perla sussistenza del reato di diffamazione, non è necessario che la propalazionedelle frasi offensive venga posta in essere simultaneamente, potendo la stessaaver luogo anche in momenti diversi, purché risulti comunque rivolta a piùsoggetti. 
Giurisprudenzameno recente affermava che in tema di diffamazione, sussiste l’estremo dellacomunicazione con più persone non solo quando l’agente prenda direttamentecontatto con una pluralità di soggetti, ma anche quando egli comunichi ad unapersona una notizia destinata, nelle sue stesse intenzioni, ad essere riferitaad almeno un’altra persona, che ne abbia poi conoscenza.
 Piùrecentemente, si è affermato che configura il requisito della comunicazione conpiù persone, necessario ad integrare il reato, l’invio ad una persona di unamail con contenuto offensivo anche nei riguardi di altro soggetto, con l’intenzionedi favorirne la comunicazione a quest’ultimo, che poi ne ha effettivaconoscenza. 
Ilreato di diffamazione, essendo costituito dall’offesa alla reputazione di unapersona determinata, non può essere ravvisato nel caso in cui venganopronunciate o scritte frasi offensive nei confronti di una o più personeappartenenti ad una categoria anche limitata se le persone cui le frasi siriferiscono non sono individuabili.
 Interessanteuna pronuncia dei giudici di legittimità la quale sancisce che  le critiche discarsa professionalità ed inadeguatezza pubblicamente rivolte a un pubblicoufficiale, sempre che non abbiano modalità e contenuti insultanti, esprimono giudizidi valore attingenti l’avere pubblico del destinatario e sono di per sè dotatedel carattere della continenza[1].

[1] Cass. Pen., sez.I, 1 dicembre2009, n. 46107;

11/01/2019, 16:26



LA-GIURISDIZIONE-MILITARE


 



LA GIURISDIZIONE MILITARE 
  L’orientamento giudiziario militare è il complesso di organicui è demandata la funzione giurisdizionale per i reati militari commessi daappartenenti alle forze armate italiane.
 Dipendente dal Ministero della Difesa, così come quellaordinaria dipende dal Ministero della Giustizia.
 L’organo di autogoverno è il Consiglio della Magistraturamilitare che viene presieduto dal primo presidente della Corte di Cassazione.
 Secondo quanto stabilito dall’art. 52 D.L.vo 66/2010, cd COM," I magistrati militari sono distinti secondo le funzioni esercitate e sonoequiparati ai corrispondenti magistrati ordinari".Le funzioni giudicanti sono : di primo grado presso iltribunale Militare e l’Ufficio militare di sorveglianza, di secondo gradopresso la Corte militare di Appello con unica sede in Roma [1], semidirettive di primo grado (presidentedi sezione presso il Tribunale militare), semidirettive di secondo grado(presidente di sezione della Corte militare di appello), direttive di primogrado ( presidente del Tribunale militare, direttive elevate di primo grado ( presidentedel Tribunale militare di sorveglianza e poi direttive di secondo grado (presidente della Corte militare di Appello).Le funzioni requirenti sono: di primo grado (sostitutoprocuratore militare), di secondo grado (sostituto procuratore generale pressola Corte militare di Appello), di legittimità ( sostituto procuratore generalemilitare presso la Corte di cassazione), semidirettive di secondo grado(avvocato generale militare presso la Corte militare di appello), direttive diprimo grado (procuratore militare della repubblica presso il Tribunalemilitare, direttive di secondo grado (procuratore generale militare presso laCorte militare di appello, direttive superiori requirenti di legittimità(procuratore generale militare presso la Corte di cassazione.
 Il Tribunale militare giudica composta dal presidente delmedesimo o dal presidente di sezione, da un magistrato militare con funzioni digiudice e da un militare dell’Esercito italiano , della Marina militare,dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, di grado pari o superiore aquello dell’imputato ed, in ogni caso, non inferiore al grado di ufficiale. Viene estratto a sorte e svolge funzione giudicante. 
I tribunali militari sono tre con sedi a Verona, Napoli e Roma.Inizialmente le sedi erano anche Torino, Padova, La Spezia,Bari, Palermo e Cagliari .
 Quello di Verona, con la corrispondente Procura militare, ècompetente per tutti i reati militari commessi nelle regioni Valle D’Aosta,Piemonte, Liguria, Lombardia, trentinoAlto Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giuliaed Emilia Romagna.
Quello di Roma e relativa Procura per quelli commessi nellaregioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Sardegna, mentre quello diNapoli ed annessa Procura per i reati militari commessi nelle regioni Molise,Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia[2].Come già detto, vi è oggi un’unica Corte militare di Appellocon sede in Roma, così l’unica sede del Tribunale militare di Sorveglianzae dell’Ufficio militare di Sorveglianza, aventi giurisdizione su tutto ilterritorio nazionale.[3]

[1] Inseguito alla soppressione delle sezioni distaccate di Napoli e Verona avutasicon L. 24 dicembre 2007, n.244)
[2] Art. 55D.lgs. 66/2010 "circoscrizioni territoriali"
[3] Art. 56D.lgs 66/2010 "Tribunale e Ufficio militare di sorveglianza"



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